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L’AMARO IN BOCCA – “Tutte li fundanelle a sà seccate”

L’acqua scorre sulla mia pelle, sono sotto la doccia e dovrei togliere lo sporco almeno quello esterno ma prima di entrare nel luogo dove ognuno di noi prova a rigenerarsi, ho letto l’ennesimo articolo delle indagini sul forte e pericoloso inquinamento delle falde acquifere sotto il Gran Sasso, insomma la nostra Acqua è stata stuprata costantemente, ripetutamente.
Negli anni si sono avvicendati numerosi politici, uomini e donne, che hanno indossato soltanto le casacche colorate dei loro partiti di appartenenze e di conseguenza nessun impegno concreto per la salvaguardia del bene più prezioso. La nostra Acqua è stata stuprata costantemente e ripetutamente.
I nostri voti a puttane ma qualcuno alla fine gode sempre, così si insediano sederi a sedersi su poltrone e sedie consunte e sporche. Così mentre la nostra Acqua viene stuprata costantemente e ripetutamente, si festeggiamo ruoli nei consigli delle partecipate negli enti da abolire solo a chiacchiere e mentre si lavora Ci si permette pure di commentare e stare su Facebook durante l’orario lavorativo, alla faccia dei selfie e post di propaganda.
Una antica canzone popolare Abruzzese cantava una nenia dolce e struggente e forse non era un caso che il primo verso canta proprio così “Tutte li funtannelle a sà seccate”. Ma qui vogliono succhiarci anche l’ultima goccia. Esco dalla Doccia e non sono rigenerato affatto e mi sento ancora un po’ sporco. Alla fine si è tutti un po’ complici ma da oggi posso smettere di esserlo.
E se fossimo con l’acqua alla gola?
La manifestazione dell’11 novembre 2017

Era l’11 Novembre, esattamente un anno fa, quando tutti i Sindaci Teramani, insieme a tante associazioni ambientaliste manifestavano a Teramo per chiedere maggiore sicurezza e trasparenza nella gestione dei laboratori del Gran Sasso da parte dell’INFN che si era impegnata a impermeabilizzare le falde acquifere per evitare la possibile contaminazione dovuta agli esperimenti effettuati nel laboratorio posto sotto il traforo, il più grande al mondo.

Nel frattempo ne è passata di acqua sotto i ponti, ma la situazione risulta ancora preoccupante. E’ di questi giorni il risultato della indagine effettuata dalla Procura di Teramo sul più grande bacino acquifero dell’Abruzzo.
La documentazione presentata certifica che le opere realizzate, per una spesa di oltre 80 milioni di euro, non hanno scampato il pericolo. Le strutture sono abbandonate, inutilizzate oppure usate con allacci abusivi.
Le tubature sono fatiscenti e inidonee a svolgere il proprio compito.
Dinanzi a questo enorme spreco e disinteresse, ancora più grave perché compiuto ai danni dei teramani e della loro salute, bisogna ritrovare l’unità, unire le forze civiche, dell’associazionismo, ma anche quello delle forze politiche.
In un mondo dove i partiti hanno sempre meno peso specifico, la conferma l’abbiamo avuta con l’elezione provinciale, dove il nuovo Presidente è stato eletto grazie ai voti trasversali dei consiglieri comunali, che al colore politico hanno prediletto il Valore del Territorio, dobbiamo tracciare una strada comune che metta al primo posto la salute.
Purtroppo non siamo affatto sicuri di quello che beviamo soprattutto la società Ruzzo deve garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.
Il nuovo Presidente Diego Di Bonaventura, può ripartire dal territorio, dalla salute di tutti i cittadini dei 47 Comuni.
Potrebbe essere una ripartenza dell’intero territorio provinciale.
Teramo è una delle province più piccole di Italia, se decide di togliere i panni campanilistici unendo le forze, almeno su temi che accomunano tutti, può davvero far tornare a far sentire la sua voce.
Il nostro territorio è stato spesso oscurato dai centralismi di Pescara e l’Aquila, da sempre usato come serbatoio di voti e di talenti mai sbocciati.
L’augurio che si possa cambiare marcia ripartendo dall’unità, tra capoluogo e periferia, ma anche tra montagna e costa. Tra destra e sinistra.
Presidente Di Bonaventura, il suo compito è arduo, ma potrebbe essere il momento della svolta, potrebbe essere la vera ripartenza per rischiarare le nostra acqua.

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