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IL PUNTO 3.0 – “SE LA POLITICA SI TIENE TUTTO…” – Consiglio Comunale del 29/11/2018

Consiglio Comunale del 29 Novembre 2018. Ultimo punto all’ordine del giorno: proposta della minoranza di ridurre le indennità di Sindaco, Vice e Assessori di un 20%, onde sostenere, con la somma risparmiata, pari a 15.000 euro annui, le associazioni di volontariato sul territorio, come Amici della Piazza, Croce Bianca, Banco Alimentare e Centro Diurno di Villa Brozzi.

Favorevoli al provvedimento i quattro componenti dell’opposizione,a cui si sono aggiunti i voti di Alessia Nori e Giancarlo Di Marcantonio, della maggioranza, che hanno appena costituito un gruppo autonomo.

Il Sindaco, nello specificare le motivazioni che hanno spinto il resto della maggioranza a non aderire alla proposta, ha precisato che la scelta di fare una donazione è strettamente personale e rientra nella scelta individuale di ogni Consigliere. Inoltre, lo stesso Facciolini ha finalmente spiegato le ragioni per cui le indennità del Sindaco, degli Assessori e di tutti i Consiglieri sono state riportate allivello massimo, come previstodalla legge.

L’impopolare decisione è stata giustificata con una motivazione pratica: tutti gli Assessori e Consiglieri hanno diritto a ricevere il massimo della retribuzione a garanzia della loro massima presenza in Municipio. Decisione che, però, pone due riserve.

Andiamo ad analizzarle.

Gli amministratori pesano, forse, il loro impegno in base alla retribuzione ricevuta? Noi siamo sicuri che tutti i dodici amministratori si impegnino al massimo, per il bene del paese, indipendentemente dalla poltrona ricoperta o dall’indennità ricevuta. In base a questo principio, il Primo cittadino mette, forse, in dubbio l’impegno dei consiglieri che invece dell’indennità devono accontentarsi di una semplice gettone di presenza? Cosa avranno pensato ieri sera i consiglieri, con deleghe importanti, come Lorenzo Valleriani alla Cultura, Mariolino Colangeli, alla Sanità o la stessa Diomira Nibid, Assessore al Bilancio fresco di nomina? La loro presenza costante in Comune vale meno di quello degli Assessori?

Riteniamo, in secondo luogo, infelice la giustificazione del sindaco, in quanto presuppone che i precedenti amministratori, ricordiamo che Di Giambattista aveva tagliato le indennità del 10% mentre Di Centa addirittura del 20%, non avevano prodotto il massimo, in quanto poco incentivati.

La legge prevede tutele per gli amministratori lavoratori, indipendentemente dalla rinuncia ad una parte della indennità spettante, vedasi la possibilità di chiedere l’aspettativa dal lavoro.

Il Sindaco ha sottolineato più volte che la scelta di devolvere una qualsivoglia somma ad un organizzazione no profit è strettamente personale.

Ci permettiamo di dissentire.

I 15.000 euro che mancheranno alla associazioni di volontariato o alla scuola della nostra collettività, dovranno essere “cercati” altrove, nei vari capitolati del Bilancio, se sarà il Comune ad occuparsene oppure in erogazioni private che dovranno sopperire ai tagli sostenuti al sociale, all’istruzione e alla salute.

Ci dispiace, caro Sindaco, ma le donazioni che ogni singolo cittadino può liberamente sostenere non possono essere equiparate alla rinuncia ad una piccola quota dell’indennità. Lei è un amministratore pubblico, e tra gli amministratori pubblici ha l’orgoglio e l’onore di amministrare ottomila concittadini. Non parliamo di una sua azienda, ma dei soldi della sua comunità. Avremmo forse auspicato una maggiore sensibilità nei confronti di chi fatica ad arrivare a fine mese, di chi aspetta un lavoro e magari spera in un miglioramento dei servizi.

Questa scelta è una caduta di stile, un puntiglio inutile che avrebbe ridotto di poco la somma percepita legittimamente, ma che avrebbe permesso ai montoriesi di godere di 15.000€ in più all’anno in servizi, cultura, scuola e sociale.

Se il Sindaco voleva riavvicinare la politica ai cittadini ha intrapreso, probabilmente, la strada sbagliata.

Non possiamo allora che ringraziare i consiglieri Alessia Nori, Di Marcantonio, Guizzetti, Sacchini, Citerei e Zuccarini che hanno mostrato sensibilità, rinunciando a qualcosa a favore dei più deboli e rispondendo, così, alle chiacchiere con i fatti.

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