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IL PUNTO 3.0 – RIFLESSIONI DI UN SINDACO… CON IL RIFIUTO DEL CONFRONTO

Sono trascorsi dieci giorni dalla gravissima bocciatura subita dall’amministrazione comunale sul Centro di Smistamento e Selezione Rifiuti proposta dal Mo.Te.

Indipendentemente da quello che si può pensare sulla ecosostenibilità del progetto, appare sicuramente innegabile che un investimento di 3.400.000 euro, che prometteva l’assunzione di 6 dipendenti, avrebbe garantito forza lavoro, oltre che una gestione innovativa, della differenziazione dei rifiuti.

L’impianto che doveva sorgere in f.ne Villa Maggiore, su una superficie di 31.000 mq, avrebbe raccolto i rifiuti di 105.000 persone. Un terzo degli abitanti della provincia di Teramo. Se funzionante, l’impianto avrebbe abbassato di oltre due terzi il trasferimento del secco in discarica.

Se gestito bene, sarebbe stata una struttura innovativa.

La responsabilità di questa debacle, senza precedenti, è da annoverare solo ed esclusivamente alla maggioranza. Non è colpa dei 431 cittadini che hanno firmato contro l’opera, non è colpa nemmeno del consigliere Colangeli che ha votato con l’opposizione, e nemmeno della minoranza che ha saputo del Consiglio Comunale solo due giorni prima.

Ci dispiace, Sindaco Facciolini, la colpa è solo ed esclusivamente di una gestione amministrativa approssimativa e superficiale. Non si può approvare un progetto così impattante, anche se con prospettive di crescita, senza coinvolgere le associazioni ambientaliste, l’opposizione e soprattutto i cittadini.

Poi c’è tutta la questione TARI.

Una riduzione di due terzi dei costi dell’indifferenziato garantisce un forte risparmio dei costi sulla raccolta e un maggiore introito per la vendita delle ecoballe ai consorzi gestori dei vari rifiuti differenziati. Quale beneficio sarebbe venuto ai cittadini? Oppure i vantaggi erano previsti solo ed esclusivamente a favore della società che avrebbe dovuto gestire l’impianto?

Perché non è stato affrontato il discorso delle tasse? Perché avete blindato un contratto con il Mote sulla raccolta dei rifiuti per 6 anni ad un costo di €4.567.616,28 per la collettività? Perché non avete cercato il confronto con gli esperti del settore?

La politica non si fa con i blitz, la politica si fa con la progettazione, la condivisione, coinvolgendo i cittadini. Non abbiamo capito perché è stato scelto Montorio, l’impianto doveva sorgere a San Nicolò, non ci è chiaro che tipo di rifiuto sarebbe stato lavorato, l’assessore all’Ambiente, in Consiglio, ha parlato di plastica, carta, vetro e metallo. Nella relazione tecnica generale firmata dall’ufficio tecnico del Mo.te., si specifica che si tratta di rifiuto di tipo secco assimilabile all’urbano (plastica, carta, vetro, legno, metalli, ingombranti, attrezzature elettriche ed elettroniche) e rifiuto prodotto da attività di vario genere, assimilabile all’urbano.

C’è inoltre la questione della risoluzione con la Tecnoglass, quanto costerà ai montoriesi il mancato accordo con il Mote?

Un ultimo dubbio, per quale motivo si stanno collezionando centinaia di campane piene di rifiuti posizionati fuori dal centro di raccolta, in zona Piane?

Ci chiediamo perché questa maggioranza abbia rifiutato il dialogo. Questa allergia al confronto con i cittadini non appartiene alla tradizione politica di Montorio, che ha sempre partecipato attivamente alle decisioni cruciali.

La politica è fatta di compromesso. Significa confrontarsi con le idee altrui.

Il progetto andava spiegato ai cittadini a partire dai residenti della zona, andava condiviso con le associazioni ambientaliste, bisognava spiegare all’opposizione cosa doveva essere installato a Villa Maggiore.

Fare politica è assumersi la responsabilità di decidere condividendo un percorso chiaro e trasparente con l’intera collettività.

La storia non finisce qui. Mentre il Sindaco riflette, l’assessore all’ambiente cerca, con colpevole ritardo, di iniziare quel dialogo che è mancato da inizio consigliatura, ad oggi non è dato sapere quali sono le intenzioni dell’amministrazione. Il Sindaco in un’intervista si è giustificato dicendo che il Mote potrebbe dirottare i fondi in altra provincia. Il Mote può investire solo nelle MOntagne TEramane. Inutile provare voli pindarici, la fretta ha portato solo confusione senza alcun risultato. (https://www.ekuonews.it/01/03/2019/montorio-il-sindaco-facciolini-riflette-ma-rassicura-su-tenuta-maggioranza-lo-dimostrero-su-bilancio-la-minoranza-fa-solo-dispetti-al-paese/?fbclid=IwAR2jkZEQb5SGXTBR6boWb0hiGPAEkk3HcoEW_DOR1A-zc8QiKjC9OBg80P8)

Una amministrazione zoppa di numeri è come un’auto senza freni. La logica vuole che si guidi con prudenza. Ha scelto invece di accelerare in curva.Ci auguriamo che in futuro si scelga una guida prudente perché  le conseguenze vengono subite dall’intero paese.

Il corto circuito a cui abbiamo assistito non ha alcuna giustificazione. La politica è fatta di compromessi, il compromesso è confronto di idee. Diceva Amos Oz “La parola compromesso è sinonimo di vita. E dove c’è vita ci sono compromessi. Il contrario di compromesso non è integrità e nemmeno idealismo e nemmeno determinazione o devozione. Il contrario di compromesso è fanatismo, morte.“

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