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ECONOMIA QUASI CIRCOLARE

Ieri sera, presso la Sala Convegni degli Zoccolanti, l’amministrazione comunale ha organizzato un convegno sull’Economia Circolare.

Ottima iniziativa, nata con l’intento di comunicare la strada da percorrere verso una società senza rifiuti.

Si apre con l’introduzione degli assessori Massimo Rastelli e Diomira Nibid che, con il Sindaco Facciolini, spiegano le novità sulla nuova gestione della raccolta Porta a Porta, che partirà lunedì primo aprile: installazione di una stazione ecologica, sistemata presso il piazzale Largo Tom Di Paolantonio, dove i cittadini, attraverso l’utilizzo della tessere sanitaria, potranno conferire i rifiuti durante le 24 ore; fornitura gratuita di buste per le deiezioni canine e distribuzione di mastelli per la raccolta di pannolini.

Si procede con la descrizione del Centro di Selezione e Smistamento dei Rifiuti, il cui progetto ne prevedeva la nascita presso la zona industriale, stoppata dopo il voto negativo in Consiglio comunale.

La parola passa alle associazioni ambientaliste.

Apre Massimo Fraticelli, WWF Abruzzo, favorevole alla costruzione dell’impianto di smistamento, con uno sguardo di attenzione alla collocazione del sito, previsto, nel progetto attuale, in una zona, in parte, a rischio alluvione.

L’ambientalista pone l’accento sul vero problema che, secondo il suo parere, sono le 700 tonnellate di materia organica che il nostro comune annualmente produce, la cui vera svolta la si potrebbe avere con il trattamento locale. Attraverso il compostaggio, si eviterebbe il trasferimento per lo smaltimento, a centinaia di chilometri di distanza, della materia organica, con un abbattimento dei relativi costi, in termini economici e ambientali.

Pierino Di Pietro, dell’associazione Rifiuti Zero Abruzzo, sottolinea come un impianto di smistamento abbia senso solo se il controllo del prodotto da riciclare avvenga alla fonte. Solo una buona raccolta differenziata può quindi evitare delle criticità ambientali.

Anche Di Pietro specifica che, prima dello smistamento dei rifiuti, è fondamentale ridurre la produzione dell’organico. Dopo aver spiegato, in seguito ad una ipotesi di realizzazione da parte di questa amministrazione, il funzionamento di una Centrale a biogas che, se gestita da ditte serie e preparate, può controllare l’organico di medie città, Di Pietro propone di rinforzare il compostaggio domestico che permette di riutilizzare la parte organica che incide per circa il 40% sulla spesa sostenuta dal Comune.

Attualmente, nel nostro Comune, attraverso il compostaggio domestico, i possessori di un giardino o piccolo cortile possono raccogliere, in una compostiera, l’organico che, attraverso un processo biologico di tipo aerobico, viene trasformato in humus. Chi realizza questa buona pratica ha un risparmio del 20% sulla parte variabile della Tassa Rifiuti. Questa soluzione non è, però, condivisa dall’Assessore Rastelli, il quale non crede in questa forma di riciclo.

Lino Ruggieri, dell’associazione Itaca, nel suo intervento, torna sull’argomento relativo alla struttura ad opera del Mo.Te., ponendo l’accento sul sito, collocato in una zona SIC (Sito di Interesse Comunitario), per la cui eventuale realizzazione la Regione dovrebbe obbligatoriamente stilare una Valutazione d’Incidenza Ambientale.

Per lo smaltimento della frazione organica, il dottor Ruggieri propone una  soluzione accolta dall’amministrazione Facciolini: il compostaggio di prossimità. Un servizio innovativo, questo, che potrebbe far confluire l’organico dei supermercati e mense  presso gli agricoltori locali.

Giuliano Di Gaetano, responsabile di Legambiente, rimarca l’importanza del compostaggio domestico. Tra Legambiente e amministrazione comunale sono state distribuite più di duecento compostiere alle famiglie montoriesi, compostiere che riducono, in parte, il peso dello smaltimento dell’organico sulle tasche dei contribuenti. Questo fino ad oggi.

Attendiamo ora le nuove dinamiche della scelta politica di questa nuova amministrazione che ha comunque deciso di non incentivare il compostaggio domestico, puntando su un futuro riciclo di tipo industriale.

Il portavoce di Legambiente termina il suo intervento, sottolineando che un Comune che punta ad un ambiente sano e ad una economia circolare non può autorizzare la costruzione di un autodromo, impattante dal punto di vista ambientale.

Conclude il Convegno Benigno D’Orazio, di Ambiente è/e vita, il quale, in attesa di una programmazione unitaria, non esclude impianti di smistamento rifiuti fino alla discussione di inceneritori di nuova generazione.

Noi preferiamo ricordare che l’economia circolare, che prevede il riutilizzo dei rifiuti, è incompatibile con l’inceneritore, che invece i rifiuti li brucia.

Giudizio positivo per questo incontro, dove si è parlato del problema Ambiente a 360 gradi, anche se manca la strada da percorrere per il nostro paese che per adesso naviga a vista. Prima di pensare alle grandi opere, come il centro di smistamento o la centrale a biogas si potrebbe investire sul compostaggio domestico, che può essere praticato da chiunque e permette davvero un risparmio immediato in termini di costi economici ed ambientali: la frazione organica si conferisce sotto casa, non necessita di ritiro e consente la produzione dell’humus, con cui si va a chiudere la filiera.

Per adesso nulla di tutto questo. Comincia comunque una nuova fase, fatta di confronto e dialogo e questo convegno è sicuramente un buon inizio.

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