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LE TRADIZIONI “TRADITE” E QUELLE “ACQUISITE”

  • nella foto copertina il rito della “Madonna che scappa” di Sulmona

Pasqua, simbolo di rinascita, con il Natale la “festa” religiosa (con origini pagane) principe nel mondo degli uomini peccatori e non, spesso solo per personale ammissione. Nelle ultime celebrazioni della Pasqua Montoriese abbiamo assistito a delle novità assolute per la nostra comunità, primizie, come madre primavera richiede, vista l'”altezza” della festività. La tradizione è stata “rivisitata” nei sepolcri e nella domenica di Pasqua. Durante i Santi sepolcri del giovedì Santo è stata tolta, tranne che nella chiesetta di San Gabriele, la croce con i simboli della passione di Cristo, mentre domenica mattina è stata proposta una versione della Madonna che scappa. Partiamo da cosa si intende per “tradizione”.

( … ) Il termine tradizione (da tràdere = consegnare, trasmettere) è la trasmissione nel tempo della memoria delle usanze, della mitologia, delle credenze religiose e dei costumi; può essere orale o scritta. In antropologia la tradizione è l’insieme degli usi e dei costumi, e dei valori collegati che ogni generazione, dopo aver appreso, conservato, modificato dalla precedente, trasmette alle generazioni successive che, attraverso di essa, tendono a conservare la propria identità. ( … )

Identità appunto. Ciò che caratterizza un comunità è l’identificazione con le proprie tradizioni, siano esse religiose, pagane o figlie di leggende.
A che pro quindi aver tolto le croci tradizionalmente legate all’identità religiosa del nostro paese? Perché i simboli della Passione aboliti il giovedì e inseriti come reliquie in processione la sera del venerdì santo?

Nella foto un momento della processione del venerdì  Santo di Montorio al Vomano

Tolta una tradizione ne abbiamo guadagnata un’altra: La Madonna che scappa.

(…) La tradizione della Madonna che scappa è un rito esclusivamente celebrato nella settimana santa di Sulmona. Il rito organizzato dalla confraternita di S. Maria di Loreto (i lauretani) è molto famoso ed è chiamato Madonna che Scappa in Piazza o più semplicemente Madonna che Scappa. La prima documentazione è data da una fotografia del 1861 conservata dalla confraternita, ma le origini potrebbero essere più antiche, forse risalenti al ‘600, se non al periodo medievale.(…)

Si può acquisire una storica tradizione non nostra, che a questo punto non è più una tradizione, e farla propria? Capiamo la volontà di creare presupposti per alimentare l’interesse intorno alla parrocchia ma perché a discapito della nostra storia e delle nostre tradizioni?

L’identità di un paese è figlia della sua storia e delle sue tradizioni, religiose o pagane che siano.
Il Presepe vivente per le vie del paese era stato vincente grazie ad un tema ricorrente e giocato sul coinvolgimento dei cittadini, lo snaturare qualcosa di esistente come i sepolcri o creare la copia di un evento già radicato fortemente in altri lidi, no.

Sarebbe auspicabile puntare sulle proprie tradizioni e migliorarle, a partire dall’annunciato ritorno della festa del patrono che auspichiamo nel recupero, appunto, della tradizione… Quella vera.

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