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QUANDO SANZIONE FA RIMA CON “DISTRAZIONE”

Con determina nr. 177 del 2 aprile 2019, il nostro comune ha liquidato € 7.335,54 a copertura e saldo dell’ingiunzione di pagamento della Provincia di Teramo, nr. 76 – R/2011.

La Provincia, infatti, aveva sanzionato il nostro ente comune, a causa di una omessa comunicazione dei dati mensili relativi alla gestione rifiuti, per una somma iniziale di € 2.613,41, somma oggi triplicata a causa di ritardi amministrativi e mancati pagamenti.

Chi è il responsabile di questa “dimenticanza” che ha provocato un esborso triplo per le casse comunali?

Chi pagherĂ  la sanzione triplicata?

La spesa relativa, di € 7.335,54, è stata imputata al capitolo 2609 del bilancio comunale – Gestione residui 2018, con determina di impegno nr. 1076/2018 e, pertanto, a pagare la sanzione iniziale e le sanzioni successive, saranno i cittadini di Montorio al Vomano.

In realtĂ , quale dovrebbe essere la procedura corretta? Il dipendente pubblico potrebbe essere sanzionato?

Tra le disposizioni normative che regolano, in modo più puntuale, la responsabilità del dipendente è necessario citare il d.P.R. 16 aprile 2013, n. 62 ovvero il regolamento che,  a norma dell’art. 54 del d.lgs. n. 165 del 2001, disciplina il comportamento dei dipendenti pubblici.

Il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, invece, più nello specifico, ha innovato la materia relativa a infrazioni, sanzioni disciplinari,  procedimento disciplinare e rapporti con il procedimento penale, ora prevista dagli articoli da 55 a 55 octies del d.lgs. n. 165 del 2001.

Il dipendente pubblico non ha particolari privilegi rispetto ai dipendenti privati.

Determina con cui viene liquidata la sanzione nei confronti del Comune di Montorio al Vomano

Egli esercita i propri compiti, come da dettato costituzionale, orientando l’azione amministrativa alla massima economicitĂ , efficienza ed efficacia.

La gestione di risorse pubbliche ai fini dello svolgimento delle attivitĂ  amministrative deve seguire una logica di contenimento dei costi, che non vada a pregiudicare la qualitĂ  dei risultati.

Proprio perché svolge un ruolo fondamentale e delicato, per l’intera collettività, il legislatore promuove, nei confronti del pubblico dipendente, la cultura della responsabilità tesa al miglioramento della performance, del merito, della trasparenza e dell’integrità.

Per le infrazioni di maggior gravitĂ  o nel caso in cui il responsabile della struttura non sia un dirigente, l’intera procedura deve essere svolta dall’ufficio procedimenti disciplinari.

A chi tocca, allora, concretamente, irrogare le sanzioni al dipendente?

Al responsabile dell’Ufficio, al segretario comunale, opportunamente investito ai sensi dell’art. 97, comma 4, lett. d), del medesimo testo unico degli Enti Locali o ad un Ufficio Procedimenti Disciplinari, opportunamente costituito ai sensi dell’art. 30, comma 4, del T.U.

Con questo articolo non vogliamo gettare la croce sulle difficoltà quotidiane dei nostri dipendenti comunali, che svolgono il loro lavoro in modo egregio e puntuale, quanto piuttosto sottolineare come, una maggiore attenzione, può far evitare brutte sorprese. Una maggiore razionalizzazione del lavoro o ridistribuzione dei compiti può migliorare il funzionamento della macchina amministrativa. Magari con la rotazione del personale, tema che affronteremo in un prossimo articolo.

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