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ROTAZIONE OBBLIGATORIA DEI DIPENDENTI, IL SENSO UNICO DELL’AMMINISTRAZIONE

Il legislatore, con la Legge 190 /2012, ha inteso redigere una normativa che tende a prevenire la corruzione dotando le pubbliche amministrazioni di strumenti idonei a razionalizzare l’organigramma interno e ad ottimizzare il funzionamento degli uffici.
La legge 190/2012 è, tendenzialmente, una cd. “legge quadro” che innova i principi di funzionamento interno della P.A. ma che rimanda, a fini di applicazione concreta, al Piano Nazionale Anticorruzione ( PNA ) e a Piani pluriennali di prevenzione della corruzione, obbligatori per le pubbliche amministrazioni.

La Regione Abruzzo, ad esempio, ha approvato il Piano Anticorruzione 2019-2021 con deliberazione nr. 8 del 30.01.2019.
Uno degli elementi di innovazione, introdotti dalla Legge 190/2012 è quello relativo all’obbligo di rotazione del personale.
La rotazione del personale, quale strumento di efficientamento amministrativo, è citata, in senso generale, dalla legge stessa (art. 1 comma 5 lett. B) ed è recepita in quasi tutti i Piani Anticorruzione esistenti ( compreso quello della Regione Abruzzo ).
Il concetto di “rotazione”, in senso ampio, va inteso quale criterio organizzativo di carattere generale, applicabile tanto a fini di prevenzione dei fenomeni corruttivi, al fine di evitare il consolidarsi di relazioni che possano generare dinamiche amministrative irregolari, quanto come criterio gestionale in grado di contribuire alla formazione del personale e ad un generale miglioramento delle conoscenze professionali proprie del dipendente pubblico.

Il Comune di Montorio al Vomano, nell’ambito dei piani triennali di prevenzione della corruzione approvati ( ultimo quello relativo al triennio 2018 – 2020 – deliberazione commissariale 1/2018 ) non ha recepito il “principio di rotazione” tra gli strumenti utili ad una miglior organizzazione interna del personale.
Tale accorgimento organizzativo, tuttavia, è obbligatorio solo per le amministrazioni centrali o anche per i piccoli enti locali?
Da anni, in effetti, si dibatte riguardo l’opportunitĂ  di applicare tale principio ( la rotazione ) ai piccoli comuni, facendo riferimento a problematiche specifiche di infungibilitĂ  delle competenze dirigenziali, in ambiti sottodimensionati a livello di organico.
In parole più semplici, in piccole realtà locali dove il numero di dipendenti è ridotto e le competenze sono maggiormente cristallizzate, il rischio che si corre, applicando la rotazione del personale, è quello di “pagare dazio” in termini di efficienza amministrativa.

L’ANAC, tuttavia, con delibera 555/2018, ha chiarito definitivamente l’aspetto relativo all’applicabilitĂ  del principio di rotazione ai piccoli comuni ( anche sotto i 5.000 abitanti ), specificando che, anche nell’ambito di tali piccole realtĂ : “le amministrazioni devono programmare attivitĂ  di affiancamento propedeutiche alla rotazione. Una formazione di buon livello può contribuire a rendere il personale piĂą flessibile e impiegabile. Si tratta di instaurare un processo di pianificazione volto a rendere fungibili le competenze e porre le basi, nel lungo periodo, al processo di rotazione. In una logica di learning by doing, dovrebbe essere privilegiata una organizzazione che preveda periodi di affiancamento del responsabile, con un altro operatore che nel tempo potrebbe sostituirlo.”

E ancora, continua l’ANAC, “le stesse amministrazioni”, anche sotto i 5.000 abitanti, “devono porre in essere altri strumenti di condivisione di informazioni e competenze, quali la controfirma degli atti di attivitĂ  a rischio e meccanismi di condivisione delle fasi procedimentali ( affiancamento “una tantum” in aree a rischio ).
Il dibattito dottrinale relativo all’applicabilitĂ  della rotazione ai comuni sottodimensionati pare, pertanto, concluso in senso favorevole e diventa di tutta evidenza l’assunto per cui anche le piccole realtĂ  locali dovranno, nei prossimi anni, recepire gli strumenti dettati dalla Legge 190/2012, almeno in via sperimentale.

Anche per il nostro Comune è giunto il tempo di innovare l’organizzazione gestionale interna, rendendola conforme alla legge e applicando, come da normativa, il principio di rotazione del personale.

La rotazione del personale è una scelta obbligata. Un segno di efficenza, un’opportunitĂ  di crescita per il dipendente oltre che uno stimolo nel lavoro di squadra. La migliore strada per stare al passo con i tempi è mettersi in gioco con l’obiettivo piĂą bello. Stare al servizio dei propri concittadini.

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