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NINA, “CAVALLO PAZZO” E IL CONFESSIONALE

Ultimo Consiglio Comunale, ennesima rissa da saloon. I protagonisti non sono membri dell’opposizione che attaccano la giunta. Purtroppo la lite è tutta all’interno degli amministratori di maggioranza, o di quello che ne rimane. (https://m.youtube.com/watch?v=FA1e4CVFHEo&list=PLjxqdx2V5S-iquGnJwkniMWqRI-GDAuEE&index=6)

C’è un consigliere di maggioranza, Mario Colangeli che d’ora in poi voterà in base a coscienza senza rispettare più la volontà del resto della maggioranza. C’è un assessore al sociale che è sparito dalla sede municipale (zero presenze alle riunioni di Giunta negli ultimi cinque appuntamenti, e meno male che avevano aumentato le loro indennità per garantire maggiore presenza). E poi si alzano i toni, Colangeli stufo dall’immobilismo del Sindaco, attacca l’assessore Nina Nori, che risponde picche e il Sindaco che, con un doppio salto mortale carpiato cerca, invano, di giustificare l’assessore alle politiche sociali. Lo stesso Sindaco che in passato era stato intransigente con l’altra Nori, Alessia, e con il consigliere Di Marcantonio ritirando loro le deleghe senza pensarci troppo, oggi sulla via di Damasco getta acqua sul fuoco e nel suo consueto sermone Facciolini testualmente dice:

“È una situazione che cerco di gestire dal primo giorno . E’ una situazione che mi mette in difficoltà, nel mio lavoro quotidiano se esiste un problema va trovata una soluzione. Noi abbiamo la responsabilità di un paese, molto spesso i miei consiglieri lo dimenticano, Io cerco di richiamarli all’ordine, devono capire che quando si sono candidati, si sono candidati per risolvere i problemi del paese e non perché hanno fatto una chat di più o una parola di meno, è chiaro che quando si lavora di squadra non sempre si va d’accordo. Ostacolare il lavoro di un’amministrazione, perché a volte succede , la gente si aspetta da noi cose concrete. Vi richiamo ai vostri doveri di consiglieri,  se poi ci sono problemi personali, queste cose succedono anche tra amici o le associazioni,  Il buon senso ci porta a trovare la soluzione del problema che quello più giusto per la cittadinanza o il paese. Mi sento il dovere di richiamare al dovere tutti . Considerando che questo paese perde abitanti ogni giorno. Non c’è lavoro, ancora non abbiamo messo le basi per un futuro diverso, anche il fatto di interrompere i progetti importanti per il paese, va esaminata la questione, non si può permettere che siccome si pensa in modo diverso va buttato tutto al fuoco. Giusto, non è da responsabili (sicuramente no… ) da qui a pochi anni, nell’arco di 1, 2, 3 anni ci andiamo a giocare il futuro nostro e del nostro paese, siamo tutti coinvolti nell’impegno. A volte è più facile incontrarsi su punti reali e risolvere che dire il contrario. Quando non prevale il personalismo si trova la strada, quando entro in ballo discorsi personali non c’è nulla da fare, io richiamo al dovere per la fiducia che i cittadini ci hanno dato, questa è la base da cui bisogna partire. Si discutono gli argomenti, si affrontano e si trova la soluzione perché il paese ha bisogno di essere governata nella maniera giusta” 

Saggia riflessione quella del Sindaco… Tardiva e fine a se stessa dopo oltre un anno. Il Sindaco afferma che si ostacola il lavoro dell’amministrazione. Chi la ostacola? Adesso chiede responsabilità ai consiglieri, responsabilità che è mancata quando sono stati sfiduciati Alessia Nori e Giancarlo Di Marcantonio. 

Ha sottolineato lo scarso senso delle istituzioni da parte del suo gruppo, perché non prova un rimpasto? Questo immobilismo è incomprensibile.

Afferma che è ora di iniziare ad amministrare, ci chiediamo cosa si è fatto finora. Lei dice che sono stati interrotti progetti importanti perché avete una diversa visione, cosa propone di alternativo? Qual è il modo giusto di governare il paese, quale è la soluzione a questo scempio? Qual è la Montorio che VOLEVATE?

Se questo è il Facciolini pensiero dell’ultimo consiglio, sembra l’epitaffio di questo governo. D’altronde scaricare le colpe su una squadra non capace, litigiosa, dove vince il personalismo, sarebbe la miglior scusante dell’immobilità amministrativa di questo sindaco.

Al di là dell’inutile e banale richiamo al buon senso che, sin dall’inizio della consiliatura, in modo evidente, non ha funzionato, su un aspetto siamo d’accordo con il Sindaco: la recessione economica che investe non solo Montorio ma tutto l’entroterra Teramano, diverrà presto irreversibile, in assenza di un tempestivo cambio di passo.

Fonti autorevoli ufficiali, negli ultimi mesi, hanno certificato aspetti inquietanti relativi al nostro declino socio – economico: la popolazione dell’entroterra diminuisce, i negozi chiudono a Montorio al Vomano più che altrove (Confcommercio), le aziende soffrono e ricorrono in misura sempre maggiore alla Cassa Integrazione.

Detto ciò, ci chiediamo: qual è la vera scelta di responsabilità: “tirare a campare” con una maggioranza risicata e rissosa? Oppure, in modo maturo, prendere atto di una situazione ormai insostenibile e riconsegnare il paese all’elettorato, magari lasciandolo al commissariamento il meno possibile?

Fare il bene del territorio, vuol dire anche mettere da parte l’orgoglio (anche se comprendiamo che non è facile) e lo spirito di conservazione, al fine di permettere l’apertura di una “nuova stagione”, possibilmente diversa, magari anche dialogando con altre forze responsabili e buttando giù un progetto di ampia visione, in grado di salvare il nostro paese e i comuni limitrofi dal fallimento politico istituzionale.

Noi non chiediamo al Sindaco Facciolini, puntando il dito, delle dimissioni dettate da livore politico ma lo invitiamo ad operare un’analisi oggettiva della situazione e, successivamente, a prendere coscienza, in modo sereno, di quale possa essere effettivamente la scelta migliore per questa popolazione, già troppo martoriata, negli ultimi anni.

L’immagine al paese è quella di un Sindaco in balia di una squadra mai esistita che prepara la sua dipartita lasciandosi trasportare ormai dagli eventi. come un vaso di terracotta, costretto a viaggiar in compagnia di molti vasi di ferro.

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