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MA QUANTO CI COSTATE?

In un periodo storico, il nostro, in cui gran parte della riflessione morale è incentrata sui costi della politica, il primo atto della nostra amministrazione locale, più di un anno fa, è stato l’aumento delle indennità di Giunta.
In senso pragmatico, negli ultimi tempi, più di una voce si è soffermata sull’enorme squilibrio che intercorre, quasi a parità di responsabilità, tra gli emolumenti percepiti dai rappresentanti istituzionali sovraordinati ( dalla provincia, passando per la regione e per finire a deputati e senatori ) e locali.
Gli enti locali, infatti, oggi, sono veri e propri governi territoriali connotati da copiosa normativa e burocrazia in cui, in modo evidente, l’errore e la presa di responsabilità sono sempre dietro l’angolo.
In senso ampio, pertanto, un eventuale incremento delle indennità potrebbe anche essere giustificato salvo poi, quando si scende nello specifico, scoprire che i presupposti su cui poggiano gli aumenti sono stati tutti disattesi.
A fronte di tali aumenti, infatti, il Sindaco aveva garantito una assidua e costante presenza ( quasi maniacale ) degli Assessori presso la Casa Comunale.
Ad oltre un anno dall’insediamento del consiglio comunale, in qualità di elettori, abbiamo il dovere di valutare l’operato dei nostri rappresentanti/dipendenti e valutare se gli aumenti sono giustificati.
Il Sindaco ( il quale in qualità di lavoratore subordinato della ditta di cui dovrebbe essere imprenditore percepisce tanto indennità quanto contributi previdenziali, versati dall’ente comune ) garantisce una presenza nella media rispetto ai propri predecessori. Più di una volta, tuttavia, le opposizioni locali hanno lamentato l’assenza del Primo Cittadino a riunioni territoriali decisive per le sorti del nostro paese.
Discorso diverso per l’assessore all’ambiente, secondo alcuni è fin troppo presente e ingombrante nelle questioni amministrative: risulta poco chiara, ad esempio, l’assegnazione diretta di incarichi di gestione al Mo.Te., opportunamente spacchettati per rispettare la normativa del Codice degli Appalti ( v. segnalazione delle minoranze ). Maggiore trasparenza ed equità sono la base di una buona amministrazione.
Spezziamo una lancia, invece, in questa sede, in favore del Vice Sindaco che investe nel suo incarico zero idee, zero progettazione ma tanto cuore e quella coerenza che, da inizio mandato, lo vedono convitato di pietra nelle assise comunali ma, comunque, nella piena disponibilità della cittadinanza.
Ultima, ma non da ultima, l’assessore al sociale: assente ingiustificata durante i mesi estivi, pare sia tornata solo ora al fine di garantire la sua presenza alle varie inaugurazioni territoriali, più che in ambito amministrativo.
A livello di progetti sociali, invece, dopo un anno e mezzo di nulla, la pianificazione futura è indicata nero su bianco nel DUP (Documento Unico di Programmazione), in queste quattro righe: “POLITICHE SOCIALI: Riorganizzazione e potenziamento del sistema servizi sociali che, a favore delle categorie più deboli, operi sulla base della normativa nazionale , regionale e comunale, con la funzione di promuovere il benessere e l’autonomia dei cittadini, dei nuclei familiari e della comunità locale. E’ necessario un luogo dove i cittadini possano presentare i loro problemi e le proprie richieste, trovare ascolto, concordare i possibili interventi ….”
Belle parole, nulla di concreto, davvero poco.
A questo punto lo chiediamo ai cittadini: erano giustificati gli aumenti di stipendio che i nostri amministratori si sono assegnati?

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