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COLLEDARA – PRATI DI TIVO: LA STRADA CHE PORTA NEL NULLA – prima parte

di Alfonso Di Silvestro – 1º dicembre 1984, con una cerimonia ufficiale presieduta dall’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi, veniva inaugurato il traforo del Gran Sasso, la galleria in direzione L’Aquila – Teramo tra gli svincoli di Assergi e ColledaraVeniva così bypassata la strada delle “Capannelle” unico accesso che dal teramano portava verso L’Aquila e Roma. La moderna infrastruttura tagliava fuori tutti i comuni dell’alto Vomano, Montorio, Crognaleto, Fano Adriano. Paesi che si trovarono, sopratutto Montorio, privati di un flusso che per ovvi motivi, prediligeva la più veloce A 24. Da un punto di vista socio economico un vero disastro. E pensare che una delle ipotesi di autostrada aveva un casello proprio a Montorio al Vomano in zona San Giovanni – Villa Brozzi.

Un’uscita a ridosso dell’abitato avrebbe mantenuto una certa presenza del nostro Comune, purtroppo altre logiche politiche hanno avuto la meglio. L’obiettivo primario diventava, a quel punto, uno sviluppo turistico ambientale del territorio, l’allargamento del Parco sembrava poter alimentare questo aspetto grazie anche alla nascita della strada maestra del parco (la Ss 80) con l’istituzione della manifestazione “La Vetrina del Parco”.

Dopo una prima accelerazione la ventata di novità è andata sempre più scemando anche per la mancanza di una volontà politica regionale che ha, prima sviluppato l’ente Parco per poi pian piano depotenziarlo. Fatto sta che ad oggi rimane poco o niente del faraonico progetto del “Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga” .

Gli eventi sismici degli ultimi anni hanno poi peggiorato la situazione svuotando i centri dell’alto Vomano. Un territorio che deve assolutamente ritrovare una “strada” per il rilancio attraverso la politica come strumento fondamentale. 

È notizia di questi giorni della volontà della provincia di riabilitare il vecchio progetto della pedemontana (vedi foto di copertina*) per un miglior collegamento con i Prati di Tivo e Prato Selva. Una strada, la Panoramica del Gran Sasso, dal costo preventivato di 12 milioni di euro, lunga 20 chilometri, di cui 11 da realizzare ex novo. https://www.abruzzoweb.it/contenuti/dalla-a24-a-prati-di-tivo-in-15-minuti-il-sogno-di-una-strada-lungo-30-anni/648533-2/

L’opportunità Turismo (che deve essere comunque ancora strutturata e programmata dai comuni) rimane una delle poche ipotesi percorribili per il rilancio di un territorio, se non l’ultima. Un eventuale bretella andrebbe a tagliare fuori molti Comuni della montagna teramana dai flussi turistici ed economici per sempre. Nel periodo storico in cui il turismo richiede situazioni simile alla nostra, con il cosiddetto turismo “esperienziale”, sarebbe da folli farsi tagliare fuori, ed è qui che la politica dovrebbe fare leva affinché questo non accada. Da un punto di vista generico e di condivisione va fatto sicuramente un ragionamento di comparto territoriale ed è per questo che bisognerebbe ragionare sul baricentro geografico e socio economico del nostro territorio.

Attualmente il nostro baricentro è Teramo con agli estremi Giulianova e Crognaleto. Se Teramo va verso San Nicolò perde la sua funzione di equilibrio con l’entroterra – montagna. Teramo ha bisogno di Montorio e Montorio di Crognaleto, altrimenti si perderà il baluardo più interno che tiene in equilibrio il nostro comprensorio, altrimenti destinato a svuotarsi.

Purtroppo questo processo è già iniziato. Senza contare l’attuale assenza di servizi nei luoghi di sviluppo turistico fermi a 40/50 anni fa che renderebbe inutile qualsiasi bretella. La logica vuole che prima di qualsivoglia scorciatoia, o bretella, andrebbe commissionata un’analisi per capire quale possa essere lo sviluppo di offerta turistica. Soprattutto prima di “sparare” un’ infrastruttura che potrebbe portare nel nulla.

La politica con i suoi rappresentanti dovrebbe valutare questi aspetti prima di “tagliare fuori” realtà a cui verrebbe tolta l’ultima possibilità di rilancio.

*Foto di Copertina dal blog Cerquetoinforma

Strada Cerqueto–Pietracamela

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