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L’ABRUZZO COME IL TRENTINO – seconda parte

di Roberto Di Luigi – E’ di questi giorni la notizia del progetto stradale che collegherà l’uscita autostradale di Colledara con i Prati di Tivo

Tra chi è favorevole e chi è contro, è ricominciata la solita sfida. 

Proviamo a fare una analisi approfondita. 

Non siamo capaci di fare l’analisi costi-benefici, ma proviamo a verificare se questa opera possa portare effettivamente turismo. In altre parole, se chi ha ideato l’opera ha una visione di come sarà la nostra montagna da qui a trent’anni.

Sicuramente siamo tutti d’accordo sul fatto che nel nostro meraviglioso Gran Sasso mancano le infrastrutture. Cosa manca? Mancano le piste, in Trentino hanno costruito impianti di risalita a 800 metri, la stessa altezza di Cusciano. Non ci sono abbastanza vie di comunicazione. La ricettività non è all’altezza del target turistico. 

Quando ci si tende a lamentare dell’offerta turistica lacunosa, sistematicamente ci si confronta con il Trentino Alto Adige e il confronto diventa imbarazzante.

Le lacune sono evidenti, ma non insormontabili.

Partiamo dal paesaggio. La nostra montagna non ha nulla da invidiare alle Dolomiti. Boschi, paesaggi mozzafiato, sentieri affascinanti, laghi e castelli. 

Latemar

Il gap tra le due montagne diventa invece insormontabile quando si parla di servizi e infrastrutture. L’Abruzzo è molto indietro, soprattutto nel coordinamento e nella mancanza di sinergia tra i vari Enti e gestori.

Facciamo un esempio pratico. Analizziamo il Latemar, una montagna situata nella Val di Fiemme.

E’ tra le località turistiche più ambite, eppure la conformazione geografica è molto simile a quella del nostro Gran Sasso. La montagna in questione divide le due province di Trento e Bolzano, così come la nostra montagna divide il Teramano dall’Aquilano. Le distanze dalle varie località sono molto simili.

Moena e Predazzo sono località situate nel fondovalle, hanno fiumi e piste ciclabili, parchi giochi, piscine e Hotel, naturalmente con impianti di risalita. In quaranta minuti si possono raggiungere località come Obereggen, i Prati di Tivo del Nord, in un’ora e un quarto il lago di Carezza, che non ha nulla da invidiare  al nostro lago di Campotosto, molto più grande e fruibile dal punto di vista commerciale attraverso potenziali attività di equitazione, pesca, canoa e ciclistica.

Itinerari turistici a confronto: Gran Sasso (Immagine Google Maps)
Itinerari turistici a confronto: Latemar (Immagine Google Maps)

Insomma se dai Prati di Tivo si può raggiungere Montorio in mezz’ora, il lago di Campotosto in un’ora, Campo Imperatore in un’ora e mezza, ci rendiamo conto che, se la materia prima è all’altezza, quello che manca può essere costruito. In che modo? Migliorando le strade, aggiungendo piste da sci, collegando gli impianti di risalita e aumentando l’offerta sciistica. Realizzare strade di collegamento, piste ciclabili e da trekking. Bike sharing. Osservatori astronomici. Insomma, puntare su un turismo sostenibile ed esperienziale, dove il turista interagisce con le persone, la storia e le tradizioni del luogo. Il viaggiatore si immerge nella vita degli abitanti e nelle loro abitudini quotidiane. Il turista non si limita a scattare una foto, ma porta con sé un’esperienza unica che si può assaporare solo vivendola in modo autentico.

Dopo tutto questo, si potrà anche migliorare l’offerta viaria con la bretella Colledara – Prati di Tivo, ma la infrastruttura avrà senso solo se saremo pronti ad offrire i servizi, altrimenti tutto lo sforzo sarà vano. Servirà solo ad aumentare un turismo mordi e fuggi, limitato alla giornata, che porterà poca ricchezza e servirà ad impoverire definitivamente tutti i comuni dell’entroterra. 

*immagine di copertina www.gransassolagapark.it

One Comment

  1. Romano Nibid Senior Romano Nibid Senior novembre 29, 2019

    Con questo tipo di analisi giusta si che si può cominciare a formare un progetto valido. Non è valido come si fatto fino adesso si è speso milioni per gli impianti di risalita nln essendo costruite piste, abbiamo le piste che avevamo negli anni 70. Ora sarebbe ora di lavorare ed approfondire ancora di più cominciando da questa analisi. Lavorandoci seriamente ci riusciremo anche noi buon giorno a tutti. Scusate se mi skno permesso di intervenire.

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