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MONTORIO IN VERSI E RACCONTI – “Ebe Fisichella” del Prof. Di Domenicantonio

di Francesco Barnabei – La nuova rubrica “Montorio in versi e racconti”, del Fatto Montoriese, non poteva che iniziare ricordando un opera di raccolta di Poesie, curata dal Professore Alessandro Di Domenicantonio dedicata alla maestra “Bebè”, Ebe Fisichella.

Ebe Fisichella è stata un’insegnante Montoriese. Nasce il 26 Giugno del 1909. Dalla tenerissima età di 4 mesi si trasferisce a Montorio, dove la madre era stata assunta come Direttrice dell ‘Asilo Comunale. Ebe Fisichella detta ( Bebbè ), dopo aver insegnato nei paesi limitrofi, conclude la sua carriera nel suo Paese, Montorio al Vomano, nell’anno 1974 /75. Lascia la vita terrena il 2 Settembre del 2005 ultranovantenne, riposa nel nostro cimitero.

Dalla presentazione, a cura del compianto Prof. Alessandro Di Domenicantonio:

” Questa Comunità è stata capace di aprirsi con slancio a chi mostri di non essere uno straniero nell’anima, ritrovando anzi qui radici che altrimenti il mondo di oggi tende a recidere, o comunque a far disseccare. Chi scrive è un diretto interessato e personale testimone di questa apertura di Montorio e dei suoi abitanti e questa introduzione e presentazione degli scritti della Maestra Bebbè ne è una prova. ”

Mi rincuora leggere quest’ultimo passaggio della presentazione del Professore, io l’ho sempre chiamato così, anche se non è mai stato il mio insegnante. Quando chiacchieravo con lui avevo sempre la fortuna di imparare qualcosa.

Direttamente dal Libro: il dialetto di Ebe Fisichella è quello parlato da una “frastire” per cui sfugge ad ogni regola, noi riportiamo i testi integralmente così come sono stati scritti dell’autrice.

“Mendurie a la Matine Quand spunt lu soul a la matine e nota li montagna e li culmine quand m’appir belle Mendurie me li cuncert d’ tutt li colpito accumpagn lu son d’camban li vicchiarell co la corpus nman s ne va a la chiis pian pian intant lu spazzi che mi fischia va ardunnen tutt la mennezz pazzienn na ci ch la ramazza leve la cart da tutt la piazz. Li studind, mammucc e giuvnitt, tutt a la scuole se ne vanno a frotte; li ciuvuleche che vè da la vie ce metà a lu cor l’ allgrie Dapù s’ arhapre tutt li pentiche, li cummar s’encontr e se salut : – cuma t sint cummara Catarì ? Ch te cioè pé magnà ? – Zitt, dott nen me dice nìnt, né non lu sacce chiè c’hai da cumprà ch sto prizz ch core s’ha da sparagnà ! li pista arriva e part a duppie, vé da lì munt, s n va a mi mare e part pur pé la capital. Lu soul ad c’ chiama a la fatje Ch pozz’esser benedatt da Die”.

In questi versi si può trovare la bellezza del nostro dialetto, le radici del nostro essere, immagini di un Paese vivo, il racconto dei doppi autobus, il chiacchiericcio delle voci, ” lu ciuvuleche ” che mette allegria, insomma una Poesia che è una vecchia fotografia in bianco e nero che ci riporta una Montorio che porteremo sempre nel cuore.

In copertina il volume “Insegnante Ebe Fisichella – Poesie” a cura di Alessandro Di Domenicantonio – Edizioni D’Errico

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