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MONTORIO IN ECCELLENZA/CAPITOLO II – Gli anni del vichingo pugliese (1999-2003) – prima parte

di Alfonso Di Silvestro – Dato l’addio a mister Mincarini nel finale della stagione precedente, la panchina giallo nera rimane a Domenico Massari. La società del presidente Tancredi conferma lo zoccolo duro: i difensori D’Orazio, Di Luigi, Stirparo e i centrocampisti Valerii e Roberto Marini. Per l’attacco piena conferma per il talento Furia. Sono diverse le novità in casa giallo nera. In porta arriva Nino Galli dal Montesilvano, un numero uno con pochi fronzoli e molta sostanza, una sicurezza per un reparto che si fa impermeabile. A completare il reparto il terzino mancino Alessandro Trasarti fuori-quota della Monturanese e Vincenzo Torreggiani a destra dal Teramo.

A centrocampo Emanulele Pelusi arricchisce con corsa e sostanza un reparto che può contare anche sui giovani del vivaio: Mariano Marini e Ivano Pigliacelli. La ciliegina sulla torta del mercato condotto dal direttore sportivo Sandro De Santis è proprio in attacco, dove Carmine Consales è il terminale offensivo che la piazza aspettava dai tempi della Promozione.

La miscela è esplosiva. Ne vien fuori una squadra rocciosa in difesa, saranno 34 i gol subiti a fine torneo, e dalla elevata capacità realizzativa con 40 reti all’attivo, 32 delle quali realizzate dalla coppia Consales – Marini, rispettivamente con 16 e 6 centri. Massari conferma la difesa a quattro, da destra a sinistra Torreggiani, Di Luigi, Stirparo, Trasarti; a centrocampo il vertice basso è Valerii, gli interni D’Orazio e il capitano Roberto Marini, in avanti Consales supportato da Furia a destra e da Pelusi a sinistra che in fase difensiva scivolando a centrocampo trasforma il 4-3-3 in un 4-4-2. La partenza è lenta, il primo squillo arriva alla 6° giornata in casa contro la neo promossa Rosetana: tre reti a zero e coppia d’attacco sugli scudi, doppietta per Ugo Furia e rete di Consales.

Da qui in poi è un Montorio 88 che va come un treno. Al “Parrozzani” è dura per tutti anche se qualche pareggio di troppo non permette ai ragazzi di mister Massari di inserirsi nella corsa per i primi tre posti della classifica. Uno di questi è il 3-3 contro il fanalino di coda Santegidiese che sorprendentemente si porta in vantaggio di due reti nei primi sette minuti di gara, per essere poi rimontata con il gol di Pelusi e la doppietta dello scatenato Consales. Partita archiviata fino alla doccia fredda che arriva in pieno recupero con un gol di Corrado Giannini, fratello meno fortunato calcisticamente, di Giuseppe. È comunque un campionato di soddisfazioni quello del cambio di millennio come la vittoria contro il Casoli, che si classificherà terzo, con le marcature di Albino Valerii e Pelusi, nel giorno in cui tutti aspettavano i due bomber Consales e Danilo Aureli, quest’ultimo capocannoniere a fine torneo con 23 centri.

Alla fine della stagione sono 50 i punti collezionati, 12 vittorie, 15 pareggi, 7 sconfitte e un bel +6 nella differenza reti per un quinto posto di tutto rispetto davanti a compagini che avevano allestito formazioni attrezzate per il salto di categoria come il Notaresco e il Mosciano. Un campionato estremamente equilibrato, quello targato 1999/00, dove il predestinato al CND, il Celano, ha dovuto lasciare il passo al sorprendente Morro d’Oro di mister Rinaldo Cifaldi autore di una strepitosa rimonta proprio ai danni dei marsicani… (continua)

 

IL MIO DIARIO D’ECCELLENZA – Gonzales, con la C e senza ZETA

Era il luglio del 1999. Nel paese girava voce dell’arrivo alla corte del presidente Tancredi di un nuovo attaccante, un certo Gonzalez. Il nome non lasciava dubbi, era arrivato un “punteros” dalle origini messicane o tutt’al più sud americano. Le fantasie dei più erano legate al classico giocoliere brevilineo, tutta tecnica e fantasia; anche la fisicità nell’immaginario collettivo ne faceva un mulatto dall’accento spagnolo.

Un pomeriggio, quelli del leggero dolce far nulla degli studenti, si decide, invece di bighellonare tra un bar e l’altro, di fare qualcosa di diverso. Un amico della comitiva lanciò la proposta:” ragazzi arriviamo al campo e vediamo questo nuovo attaccante del Montorio?”. La domanda trovò qualche approvazione e così i più temerari, per molti era difficile scostarsi dalla routine, si mossero in direzione via Piane.

Arrivati al campo dall’allenamento subito iniziò il toto scommesse: “eccolo è quello lì” indicando il più rapido. “No, no e quello largo a sinistra” si imponevano in due, tre. A quel punto si chiese agli altri visitatori occasionali se sapessero chi fosse il nuovo “punteros” del Montorio 88 e la risposta fu una secchiata d’acqua gelata: “Si Consales è quello lì!!”. Il rapido furetto del nostro immaginario si sostituì ad un aitante vichingo dalla fluente chioma bionda, occhi azzurri e mascella teutonica. “Allora è questo Gonzalez!?” dissi io, “No!” ribatté il mio informatore occasionale” Consales con la C e senza zeta; CONSALES”.  Fino a lì tutto ok, alla fine meglio un carro armato per le toste difese del campionato di Eccellenza ma le sorprese finirono quando qualche tempo dopo lo sentimmo parlare accompagnato da un evidente accento pugliese…

 IL MIO DIARIO D’ECCELLENZA – Montorio 88 – Sulmona 1-0

5 dicembre 1999

 (…) e poi c’erano quelle partite al “Parrozzani” che sembravano uscire da libri di letteratura: epiche, irreali, combattute all’ultima goccia di sudore. Una di queste è stata Montorio – Sulmona della stagione 1999/2000. Campo al limite dell’accessibilità se non impraticabile, pioggia che cade giù a peggiorar la situazione. Rinviare la partita? Non se ne parla proprio quelli sono metodi da futuro prossimo, inizio duemila si gioca, punto.  Il Montorio 88 era una squadra tosta ed esperta, di fronte il Sulmona del fantasioso Gianluca D’Onofrio, scuola Renato Curi con un recente (ai tempi) passato nelle giovanili del Torino. Poi la postazione TV quelle che tutti desidererebbero. In una mano l’ombrello, nell’altra il microfono, la cartellina incastrata tra le due e dritto come un fuso nella ricerca di beccar meno acqua possibile. La gavetta dicono. No, no, io ora, a distanza di anni, la chiamo passione. In campo Mister Massari non si schioda dal caro 4-4-2, il collega Mezzadri è speculare; la palla non vuole saperne di rotolare, ogni pozzanghera si trasforma in un ring dove il regolar tenzone non è questione d’onore ma piuttosto l’evento che può deviare il destino di una partita.

Tutti arrancano e caracollano, il pantano del “Parrozzani” non dà scampo a nessuno o quasi. Carmine Consales“ara” il campo con i suoi allunghi, sposta la palla senza tecnica ma con la forza di chi rincorre un unico obiettivo, il gol. La partita è di quelle in-commentabili da chi prova una cronaca ma che si esalta nelle costanti battaglie a suon di contrasti, anche i più fortunati vinto un duello se ne vedono riproporre un nuovo. È evidente che la partita, esaltante da un punto di vista agonistico, procede verso uno zero a zero che il Dio Pluvio vuole più di tutti. Ma nel calcio a volte la volontà supera i condizionamenti divini e quando arriva una punizione dal limite dell’area nessuno si aspetterebbe il “miracolo” da piazzato. Soprattutto quando con stupore di tutti sul luogo di battuta si porta Carmine Consales, si quello con un unico obiettivo. Lo specialista tra i giallo neri è Marini, oggi non nell’undici base e manca anche Bruno Di Luigi, per questo sul pallone c’è il vichingo pugliese. La rudezza tecnica del centravanti montoriese era nota ma quando la conclusione andò a tracciare un fendente arcuato sopra la barriera ovidiana e sotto l’incrocio dei pali a nessuno parve vero.

Era l’uno a zero che decideva la partita con un colpo fuori “bagaglio” di Consales che aveva dimostrato ancora una volta che la sua voglia di gol era più forte di tutto, anche di un campo ridotto ad una risaia. Una partita in commentabile ma bellissima nel suo agonismo estremo che viene decisa da una rete di ottima fattura dal muscolare di turno. E già, nel calcio tutto può succedere, come di tornare a casa completamente infangato dopo una telecronaca cose se, lì in mezzo, a giocare ci fossi stato anche io…

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