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RIPARTIAMO DAI GIOCHI INCLUSIVI

di Roberto Di Luigi – Verrà presto inaugurato un nuovo parco giochi a Montorio. Dopo una lunga quarantena i bambini potranno tornare a correre in un parco attrezzato con nuovi giochi presso i giardini “Sandro Pellanera” tra cui giochi inclusivi, cioè giochi progettati per bambini con disabilità.

La caratteristica principale del nuovo parco giochi è che potrà essere utilizzato sia da bambini con disabilità che da bambini normodotati, caratteristica non secondaria in quanto l’integrazione e la socializzazione sono tra i compiti principali di un parco giochi.

Per essere definito inclusivo, un parco giochi deve garantire l’inclusione, ovvero deve permette di giocare a tutti i bambini, disabili e normodotati, utilizzando le medesimi strutture.

Il merito dell’amministrazione Facciolini è stato quello di captare un finanziamento regionale di €25.000. A questo progetto verranno aggiunti altri giochi con il contributo de il Colle e il Solleone che ha donato €6.000 circa, raccolti al torneo natalizio dello Stù, a cui vanno aggiunti i 2.000 euro donati dal Mo.Te. SpA.

Rimaniamo in attesa della riapertura, in rispetto di quanto previsto dall’Ordinanza n.70 della Regione Abruzzo, che prevede che “le attività di svago e di animazione sono riorganizzate in piccoli gruppi con spazi ed orari, in modo da permettere il distanziamento tenendo ancora ferme le iniziative che potrebbero portare a potenziali assembramenti. Le aree gioco per bambini all’aperto vanno delimitate ed individuate, indicando il numero massimo di bambini consentiti all’interno dell’area. I bambini sono soggetti alla vigilanza dei genitori per il rispetto delle indicazioni previste.” (PROTOCOLLI DI SICUREZZA PREVISTI DALL’ART. 1, COMMA 14, D.L. 16 MAGGIO 2020, N. 33 “#ABRUZZOSICURA)

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L’augurio è che si possa tornare il prima possibile ad usufruire degli spazi all’aria aperta dedicati ai bambini, perché come affermava lo psicologo Peter Gray nel libro Lasciateli giocare “Il gioco è il sistema cui la natura  ricorre per insegnare ai bambini a risolvere i problemi, controllare gli impulsi, modulare le emozioni, mettersi nei panni degli altri, negoziare le differenze, andare d’accordo e sentirsi alla pari con chi hanno intorno. Quando giocano all’aperto, somministrano a sé stessi  piccole dosi di paura, imparando così a controllare non solo il proprio corpo, ma anche i propri timori. Nei giochi collettivi imparano a trattare con gli altri, ad accontentarli e a gestire e superare l’irritazione che può derivare da un eventuale conflitto. Il gioco libero è inoltre il mezzo grazie al quale la natura aiuta i bambini a scoprire i loro gusti. Giocando, sperimentano svariate attività e capiscono per cosa hanno talento e cosa preferiscono.”

Abbiamo bisogno di ripartire, e ripartire inaugurando un parco giochi inclusivo è quanto di meglio possa desiderare un paese che voglia puntare sui bambini e che voglia degnamente rappresentare la porta del Parco.

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